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“Educare alla legalità” la polizia all’ITIS Galileo Galilei di Arezzo.
Sopralluogo della Polizia Scientifica stamani all’ITIS Galileo Galilei di Arezzo. Nell’ambito degli incontri nelle scuole sul tema di “Educare alla legalità” nella mattinata odierna la Polizia di Stato ha incontrato le sezioni chimica e biologia.
Hanno introdotto le attività il dottor Paolo Terracciano e l’Ispettore Capo Giulia Cappelluti dell’Ufficio Prevenzione Generale che hanno inquadrato l’argomento nell’ambito delle attività di polizia di prossimità che tendono ad avvicinare nello specifico i giovani alla polizia, illustrando le funzioni e le attività svolte ad Arezzo nel contesto del mondo giovanile.
E’ seguita l’attività pratica illustrata dall’Ispettore Capo Salvatore De Marco, responsabile del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica. Si è così assistito alla delimitazione della scena del crimine ed alla repertazione degli elementi presenti sulla stessa. In particolare, è stato svolto il campionamento di tracce di natura organica e la spiegazione sulla successiva attività di laboratorio.
All’iniziativa hanno preso parte per la scuola il Preside, Prof.ssa Emanuela Caroti, ed il Prof. Egidio Tersillo, responsabile dei Progetti di “Educare alla legalità” nell’ambito dell’Istituto.."
Hanno introdotto le attività il dottor Paolo Terracciano e l’Ispettore Capo Giulia Cappelluti dell’Ufficio Prevenzione Generale che hanno inquadrato l’argomento nell’ambito delle attività di polizia di prossimità che tendono ad avvicinare nello specifico i giovani alla polizia, illustrando le funzioni e le attività svolte ad Arezzo nel contesto del mondo giovanile.
E’ seguita l’attività pratica illustrata dall’Ispettore Capo Salvatore De Marco, responsabile del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica. Si è così assistito alla delimitazione della scena del crimine ed alla repertazione degli elementi presenti sulla stessa. In particolare, è stato svolto il campionamento di tracce di natura organica e la spiegazione sulla successiva attività di laboratorio.
All’iniziativa hanno preso parte per la scuola il Preside, Prof.ssa Emanuela Caroti, ed il Prof. Egidio Tersillo, responsabile dei Progetti di “Educare alla legalità” nell’ambito dell’Istituto.."
da www.arezzonotizie.it del 18/02/2011
".....Dal punto di vista formale (o giuridico) il reato è quel fatto giuridico espressamente previsto dalla legge (principio di legalità) al quale l'ordinamento giuridico ricollega, come conseguenza, la sanzione. Dal punto di vista strutturale, pertanto, il reato è quel fatto umano attribuibile al soggetto (principio di materialità) offensivo di un bene giuridicamente tutelato (da una lesione o, in certi casi, anche solo da una minaccia) sanzionato con una pena proporzionale alla rilevanza del bene tutelato, in cui la sanzione svolge la funzione di rieducazione del condannato. Il reato, previsto, disciplinato e sanzionato dall'ordinamento giuridico si distingue dall'illecito amministrativo e civile per la diversa natura della sanzione prevista.
Per quanto riguarda gli elementi essenziali del reato (in assenza dei quali lo stesso non esiste) essi sono:
- il fatto (condotta umana, evento e nesso di causalità che lega la condotta all'evento)
- la colpevolezza (imputazione soggettiva del fatto che si risolve in un giudizio di colpevolezza)
- l'antigiuridicità (contrasto tra la norma ed il fatto) (teroria della tripartizione che si differenza da quella della bipartizione proprio per la presenza dell'antigiuridicità dell'illecito).
Secondo questa concezione è reato l'illecito penale, cioè la violazione di una norma che prevede come sanzione una delle pene previste dall'art.17 del Codice Penale:
- delitti: ergastolo, reclusione e multa
- contravvenzioni: arresto e ammenda.
Tale distinzione è rilevante sul piano applicativo per il criterio di imputazione soggettiva (salvo diversa disposizione legislativa si risponde per i delitti a solo titolo di dolo mentre nel caso delle contravvenzioni si può essere chiamati a rispondere indifferentemente a titolo di dolo o di colpa), il tentativo(istituto giuridico non applicabile alle contravvenzioni) e le cause di giustificazione o scriminanti.
Le contravvenzioni scaturiscono storicamente dai c.d. reati di polizia con cui si esprimeva la regolamentazione disciplinare della vita associata.
Esse sono un "mala quia prohibita" (male perché proibiti), cioè repressi solo in rapporto alle mutevoli esigenze di comune ordine e sicurezza.
I delitti invece sono reati che violano norme a tutela di diritti naturali. Essi sono "mala in se" (male in sé), cioè lesivi di un bene preesistente. Per essi è necessario il dolo, mentre per le contravvenzioni basta anche solo la colpa..."(Wikipedia)